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Marino: Allestimento di un acquario marino dalla A alla Z (utilità degli accessori es. d
Postato il Martedì, 26 marzo @ 16:42:17 CET
Argomento: Articoli scritti dai nostri soci
Articoli scritti dai nostri sociDi Morini Stefano

Sovente mi sono imbattuto in appassionati che hanno raggiunto mirabili risultati nelle loro vasche, arrivando alla riproduzione di specie tuttora molto difficili o impossibili, ma con mio disappunto, per un motivo o per l’altro, la maggioranza di queste persone dopo pochi anni ha abbandonato questo magnifico hobby gettando via in un attimo le loro esperienze, i loro successi ma...............

anche gli inevitabili insuccessi, facendo si che queste loro preziose ed eccezionali esperienze fossero gettate nel vento, non fossero mai accadute. In alcuni casi ho potuto ammirare acquari incredibilmente popolati, con coralli duri coloratissimi e pesci accuratamente selezionati, che dopo pochi anni non esistevano più e lo stesso appassionato aveva ora mai cambiato hobby. Mi piange il cuore ogni volta che penso a tutte quelle meravigliose creature sottratte alla natura per andare a morire miseramente dopo poco tempo a causa di sprovveduti o persone che non hanno minimamente capito che la conduzione di un qualunque acquario implica un dovere etico e morale e un rispetto per ogni essere vivente che purtroppo non tutti hanno. Prima di addentrarmi sulla descrizione degli accessori e tecniche utilizzate, ritengo che la prima regola fondamentale da seguire siamo noi stessi: dobbiamo essere coscienti di cosa vuol dire condurre un acquario, piccolo o grande che sia, dell’esigenza di dedicargli una parte del nostro tempo e in definitiva, della necessità di non trascurarlo mai: se così non fosse, lasciamo stare, faremo del bene alle nostre finanze, ma soprattutto a quelle tante creature che altrimenti farebbero una rapida e misera fine. Qui io non parlo di vasche fantascientifiche, d’impossibili giardini di coralli o di vasche con un’impressionante e assurda densità di pesci, ma di piccoli angoli di natura, dove tentare di ricreare la naturale vita che scorre ogni giorno all’interno delle barriere tropicali. Inizierò quindi nel descrivere le tecniche utilizzate, per finire con la recente esperienza di riportare a nuova vita la vasca dell’amico Gianantonio: una vasca reef che per diversi motivi denunciava gravi problemi: vedremo come siamo intervenuti e i risultati ottenuti. Dopo questa breve ma necessaria prefazione, vediamo quindi com’è possibile mantenere degli organismi marini per lungo tempo all’interno dei nostri acquari.

I miei due acquari hanno le seguenti misure e caratteristiche:
vasca Reef:     160x60x60         vasca Pesci:     120x60x60
tutt’e due sono equipaggiate con sump sottovasca, schiumatoio Elos, termo- riscaldatore in titanio Shego 300W
Controllo elettronico tramite computer IKS AQUASTAR
A rigore di cronaca ritengo corretto elencare alcuni organismi eccezionalmente longevi tuttora ospitati in queste vasche:
Anemone Stichodactyla mertensii    data acquisto 14/10/1995    17 anni
Euphyllia paradivisa            data acquisto 15/12/1998    14 anni
Palythoa                    data acquisto 16/11/1990    22 anni
Amphiprion clarkii            data acquisto 01/08/2005      8 anni
Pomacanthus Paru            data acquisto 25/03/1998    15 anni
Balistapus undulatus            data acquisto 31/05/2000    12 anni
Acanthurus Sohal                data acquisto 14/03/2003      9 anni

..

Ebbene, quali sono i trucchi o le alchimie per ottenere simili risultati? La risposta è molto semplice e a portata di tutti: IMPARARE DALLA NATURA, nel senso che anche in questo caso la natura insegna, e seguendo alcune semplici ma rigorose regole, chiunque può arrivare a incredibili risultati. Il sistema che fino ad ora mi ha dato ottimi risultati è il classico “berlinese” con rocce vive e sump sotto vasca; l’unica modifica è data dalla sabbia viva che su un classico “berlinese” non è prevista.

La vasca “SUMP”

Vediamo quindi di approfondire queste regole:
-Rocce vive e sabbia viva
-Qualità e preparazione dell’acqua
-Filtraggio
-Integrazione
-Movimento dell’acqua
-Illuminazione


ROCCE e SABBIA VIVA:

Sono i componenti più importanti dell’intero sistema:
nell’acquario le rocce vive sono indispensabili alla formazione e sviluppo della flora batterica. Ovviamente devono essere rocce provenienti dalla barriera corallina (Indonesia – Fiji) poiché solo queste hanno colonie batteriche e organismi adatti a un acquario marino tropicale. Si tratta di rocce calcaree che devono essere colonizzate da un’enorme quantità di microfauna, spesso sono incrostate da alghe calcaree e ricche di quei batteri che nell’acquario svolgono il ciclo dell’azoto. Sconsiglio di utilizzare rocce provenienti dal Mediterraneo oppure rocce di scarsa qualità: su questi elementi non è possibile cercare di risparmiare perché metteremmo a serio rischio la stabilità futura dell’intero acquario. Ma di quante rocce abbiamo bisogno? Dipende dalle rocce, nel senso che quelle di eccezionale qualità, essendo molto porose, hanno un peso molto ridotto rispetto alle dimensioni, quindi non è facile e secondo me molto fuorviante rispettare la regola di 1 kg di rocce ogni 5 litri di acqua. Con rocce di media o scarsa qualità, per un acquario da 400 litri dovremmo utilizzare almeno 4 box da 20 Kg, mentre con rocce di alta qualità ne basta la metà. La cosa importante è che più rocce utilizziamo, meglio è. Tanto per fare un esempio, sull’allestimento di un acquario da 400 litri abbiamo usato complessivamente circa 60 kg fra nuove e vecchie. Un piccolo accorgimento è di inserire le rocce vive anche all’interno del “sump” facendo in modo che rimangano sempre coperte dall’acqua. In questo modo si può incrementare la quantità delle rocce senza ridurre necessariamente lo spazio vitale in acquario.

SABBIA VIVA:

Sono anni che utilizzo “Live Sand Aragonite” di Coral Reef non solo per la coltura batterica viva presente al suo interno, ma anche per l’apporto di calcio e magnesio.
La quantità che utilizzo nelle vasche è tale da arrivare a 2/3 cm di sabbia; ad anni alterni aggiungo sabbia viva nuova (circa 9 kg su tutt’e due le vasche) togliendo eventualmente una parte della vecchia per evitare un aumento spropositato dello spessore.

Vediamo i dati tecnici:
il prodotto contiene carbonato di calcio
Composizione al microscopio: lunghi cristalli a forma di spillo semicurvo. Aumenta il rapporto di concentrazione calcio/magnesio
componenti: Calcio 381.500 ppm; Carbonati 590.000 ppm; Stronzio 7.930 ppm; Magnesio 1.050 ppm; Potassio 56 ppm.

Caratteristiche:
Questo prodotto è composto di sabbia corallina naturale, aragonite e una coltura di batteri. L’introduzione di questa “sabbia viva” all’interno dell’acquario marino al posto della tradizionale ghiaia corallina è fortemente consigliata per stabilizzare l’equilibrio biologico/chimico dell’acqua notoriamente instabile nell’acquario marino. Live Sand Aragonite contiene più di 10.000.000 di batteri eterotrofi, autotrofi e chemolitotrofi.
-Contiene elementi essenziali per la vita degli organismi marini.
-Eccezionale superficie batterica: 1 m2 ogni 3 cm di prodotto.
-Rimuove composti azotati (nitrati e ammoniaca) e in parte elimina fosfati e silicati.
-Indispensabile per piccoli vermi e crostacei marini essenziali per la vita in acquario.
-Stabilizza il pH in acquario creando equilibrio biologico.
-L’attivazione batterica in acquari nuovi o dopo i parziali cambi dell’acqua, avviene 5 volte più veloce del normale.
 
QUALITA’ E PREPARAZIONE DELL’ACQUA:
L’acqua di rubinetto o qualunque acqua sorgiva non è assolutamente adatta per preparare dell’ottima acqua destinata a un acquario marino.
E’ necessario quindi utilizzare acqua demineralizzata prodotta o con l’ausilio d’impianti a resine, oppure con impianti ad osmosi inversa. Quest’ultimo sistema è quello che utilizzo da diversi anni:

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Si tratta del Forwater Ospure 100 (Impianto ad Osmosi in Linea a 3 Stadi - 100 GPD) modificato aggiungendo due filtri da “10 anti sedimenti da 5 mcr.
Per la preparazione dell’acqua utilizzo un tino in vetroresina da 200 litri.

Per il sale marino sono un tradizionalista: da sempre utilizzo INSTANT OCEAN in secchielli da 25 kg.

Preparazione e cambio acqua:
L’acqua marina nuova viene preparata utilizzando il tino di cui sopra; nei mesi freddi utilizzo un termo riscaldatore per mantenere l’acqua alla temperatura di 24°C. L’acqua con l’aggiunta di sale viene mantenuta in movimento da una pompa almeno per un giorno: nel senso che preparo il sabato e cambio la domenica.
Il cambio dell’acqua avviene a settimane alterne sostituendo 40 litri per vasca.

Per quanto riguarda l’acqua destinata al rabbocco, la stessa acqua ad osmosi è integrata con idrossido di calcio in un bidoncino separato: dopo qualche giorno, necessario affinché la sostanza si sia depositata rendendo l’acqua quasi satura, prelevo la quantità necessaria integrando quella presente nella vasca per il rabbocco automatico, presente all’interno del sump. In questo periodo, come integratore, utilizzo “Seachem Reef Kalkwasser” 

FILTRAGGIO:

L’unico filtro presente nell’acquario è rappresentato da uno SCHIUMATOIO DI PROTEINE; a differenza del filtro biologico, questo accessorio estrae direttamente dall’acqua l’ammoniaca depositandola in un apposito contenitore ed eliminando, in questo modo, il problema all’origine.
Lo schiumatoio è un filtro meccanico che sfrutta il movimento intenso dell’acqua per scindere dalla stessa alcune particelle in sospensione.  La definizione è piuttosto semplice ma rende bene l’idea di cosa è e di come funziona: il principio è basato sul fatto che le albumine (sostanze che precedono la formazione dell’ammoniaca) hanno la caratteristica di rimanere intrappolate nella superficie delle bolle che si creano all’interno della camera di questo filtro. I modelli a iniezione sfruttano il sistema Venturi che consiste in una grossa pompa che inietta acqua a una certa pressione in un tubo strozzato al quale è applicato un sistema Venturi. Grazie a questo sistema c’è una miscelazione dell’acqua con l’aria al momento dell’ingresso nel corpo dello schiumatoio.
L’argomento schiumatoio è forse quello che più spesso ha portato a discussioni controverse sulle sue reali qualità. Ritornando alla presenza dei nitrati in vasca, è vero che li elimina ma elimina anche sostanze e oligoelementi necessari alla vita dei pesci e degli invertebrati, ma nel mio caso la soluzione è data dall’integrazione costante di determinati oligoelementi (vedi seguito).
Sono passati tanti anni, e nelle mie vasche continuano a funzionare due Schiumatoi ELOS 500 

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Alcune immagini potranno essere sicuramente di aiuto nel capire e valutare l’importanza di questo accessorio. Per l’ordinaria manutenzione, a parte la necessità di svuotare e pulire il vaso raccogli schiuma ogni settimana, una volta all’anno procedo allo smontaggio totale dello schiumatoio con particolare attenzione alla pulizia delle parti interne.

INTEGRAZIONE:
Come detto in precedenza, lo schiumatoio, elemento essenziale del filtraggio, oltre ad eliminare le albumine e le varie sostanze inquinanti, elimina anche sostanze e oligoelementi necessari alla vita dei pesci e degli invertebrati. Per ovviare a ciò è necessario procedere all’integrazione di questi elementi. Utilizzando una pompa dosimetrica a 4 canali, l’operazione è automatizzata e permette di dosare gli elementi durante tutto l’arco della giornata per l’intera settimana.

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Per l’integrazione utilizzo i prodotti GROTECH  A, B, C,
-Corall A contiene Stronzio, Magnesio, Bario, Litio ....
-Corall B contiene Magnesio, Ferro, Cromo, Manganese, Nickel, Cobalto e Rame ...
-Corall C contiene Fluoro, Iodio, Boro, Molibdeno ...
mentre il 4° canale è utilizzato per la somministrazione di vitamine o componenti a base di calcio.

MOVIMENTO DELL’ACQUA:
Ritorniamo al concetto di imparare dalla natura, ebbene, chi ha avuto la fortuna di poter visitare alcune barriere coralline tropicali, avrà avuto sicuramente modo di constatare l’effetto delle maree, il forte movimento dell’acqua in determinati periodi, come l’apparente mancanza di movimento in alcune zone riparate della laguna interna. L’osservatore più attento inoltre, avrà potuto notare che la popolazione marina non è tutta uguale su tutto il reef, ma cambia proprio in base a determinate condizioni che si vengono a creare. E’ quindi necessario informarsi dettagliatamente sulle esigenze di ogni singolo organismo che vogliamo allevare. Ad esempio, sappiamo che la famiglia delle Euphyllia non ama una corrente intensa se non per brevi periodi, altrimenti i polipi non si aprono più portando al deperimento della colonia; certi coralli molli tipo Cespitularia o Cladiella richiedono invece un maggiore movimento dell’acqua. Come possiamo ovviare a diverse esigenze di corrente? Innanzi tutto è necessario dividere la vasca almeno in due zone: una con poco movimento indiretto ed una con movimento più intenso. Il sistema da me adottato è quello di utilizzare due pompe Tunze con single controller, contrapposte e opportunamente orientate; programmate dal computer AQUASTAR in modalità INTERVALLO:

con questa funzione è possibile attuare cicli ripetitivi di accensioni e spegnimenti.
Per prima cosa ho provveduto a programmare l’orario di inizio e fine all’interno del quale verrà attivata la funzione. Poi ho programmato il tempo di accensione e quello di spegnimento abbinando anche un periodo casuale sia in accensione che in spegnimento. Siccome le pompe sono due, ho provveduto ad effettuare due programmazioni separate con tempi differenti.
Vediamo in pratica la programmazione completa delle due pompe con le necessarie spiegazioni:

INIZIO: è l’orario di inizio e fine nel senso che il programma si attiverà per la pompa 1 dalle 8,00 alle 23,00 e per la pompa 2 dalle ore 9,00 alle 23,00
DURATA ACCENSIONE: è il tempo in minuti di accensione della pompa: la numero 1 resterà in funzione per 10 minuti, la 2 per 20.
DURATA ACCENSIONE INTERVALLO: è la programmazione casuale che potrà fare in modo che la pompa 1 possa restare accesa per totali 30 minuti in modo del tutto casuale: ad esempio, dopo due o più cicli da 10’ potrebbe effettuare un ciclo da 10’+20’.
DURATA SPEGNIMENTO: la durata di spegnimento dopo un ciclo di accensione: nel caso della pompa 1 è pari a 2 ore e 15 minuti, per la 2: 2 ore.

Con questo semplice accorgimento è possibile ottenere sia il funzionamento in contemporanea delle due pompe, sia il fermo completo. Dalle 13,45 alle 14 funzioneranno tutt’e due, mentre dalle 19,45 alle 20,00 non ci sarà movimento in acquario. Per chi ha la possibilità di utilizzare strumenti che possono essere programmati in minuti, ritengo utile condividere alcune osservazioni da me effettuate “sul campo”: durante alcuni miei viaggi in isole o atolli tropicali, spesso ho potuto constatare come il cambio delle maree avvenga ogni 6 ore e 12 minuti circa. Se applichiamo questa “regola” alle pompe del nostro acquario, avremo una sequenza di accensione e spegnimento che non segue un senso rigido ma si modifica con il passare del tempo: nell’esempio seguente è possibile osservare come l’attivazione della pompa 1 avviene alle 6,12 del primo giorno ma cambia con il passare del tempo, arrivando alle 11 del 7° giorno. Questo sistema replica, anche se in maniera grossolana, l’alternarsi delle maree: alta e bassa marea con i giorni si alternano e se l’alta marea è prevista ad esempio alle 12 di mattina, dopo 7 giorni avverrà verso le 17 di sera, alternandosi con la bassa marea.

Per l’allevamento di coralli che non vogliono troppo movimento in vasca, come nel mio caso, ho utilizzato la programmazione che ho descritto nella modalità INTERVALLO, mentre con due timer possiamo procedere nel modo seguente:

In questo modo attiviamo una pompa ogni 4 ore in modo alternato, ma alle 16 provvediamo ad attivarle tutt’e due in contemporanea per 15 minuti. Dalle 0,15 alle 8,00 di mattina rimangono spente.

ILLUMINAZIONE:
Una volta si utilizzavano le lampade HQI ad alogenuri metallici, i neon t8, poi t5, ora si utilizza l’illuminazione a LED. Anni fa per illuminare le mie vasche dovevo utilizzare tre lampade HQI da 250 W cadauna, con un consumo di 750 W per 8 ore. Oggi utilizzo tre plafoniere a LED da 90 W cadauna, quindi 270 W per 8 ore, con i medesimi risultati ma con un evidente risparmio economico non solo di corrente, ma di sostituzione delle lampade, visto che quelle a LED hanno una vita di almeno 10 anni. Per eventuali informazioni al riguardo vi invito a visitare il seguente sito:
http://www.pbn-electronics.eu/contents/it/d30_Plafoniere_per_acquari_marini.html

Con questo termina la prima parte e spero che alcuni concetti e osservazioni possano servire per ottenere acquari stabili e sani al fine di poter garantire diversi anni di vita alle creature che intendiamo allevare.

L’ACQUARIO MARINO DI GIANANTONIO:

Nel momento in cui abbiamo deciso di intervenire, l’acquario era invaso dalle alghe, sia filamentose che patinose, gli invertebrati superstiti erano un piccolo Sarcophyton ed una Plerogyra Sinuosa, i pesci erano due Amphiprion Ocellaris, un Acanthurus Japonicus, un Centropyge bispinosus e due Chrysiptera Parasema. La vasca è un fuori misura a forma di diamante con il vetro frontale lungo 120 cm. (circa 400 litri) con vasca sump sotto l’acquario.

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L’illuminazione era costituita da una lampada Sfiligoi 150 W HQI 

ed il filtraggio in sump era affidato ad uno schiumatoio RUWAL a due pompe:

Il riscaldamento dell’acqua era affidato ad un classico termo riscaldatore con regolazione di temperatura. Rabbocco automatico dell’acqua con controllo tramite interruttore a galleggiante.
Dopo aver valutato attentamente il da farsi, abbiamo tentato di capire come mai una tale vasca, che girava da anni, potesse avere dei problemi così gravi.
Avevamo passato un’estate torrida e anche se l’acquario era raffreddato da una ventola, forse non era stata sufficiente e l’inevitabile surriscaldamento dell’acqua, dato anche dalla lampada HQI 150 W, poteva avere in qualche modo ridotto l’efficacia filtrante delle rocce vive.
Abbiamo quindi deciso di procedere con le seguenti modifiche:

integrazione e sostituzione delle ROCCE VIVE
aggiunta di SABBIA VIVA
modifica dell’ILLUMINAZIONE con faretti a LED
modifica dell’impianto di RAFFREDDAMENTO con nuova ventola più performante e sostituzione dell’impianto di RISCALDAMENTO con riscaldatore in titanio comandato da termostato elettronico separato, visto che il vecchio riscaldatore aveva già dato in passato problemi di stabilità e precisione.
Abbiamo quindi iniziato a smontare letteralmente l’acquario, togliendo tutte le rocce vive presenti. E qui mi sono reso conto che la qualità delle rocce è fondamentale: quelle vecchie estratte dall’acquario erano dei blocchi di roccia pesante e compatta e qualche dubbio sulla provenienza mi è venuto. In ogni caso, quelle passabili le abbiamo lavate con la stessa acqua dell’acquario, le abbiamo pulite con spazzole di ferro in modo da eliminare le alghe filamentose e patinose ed a conclusione del lavoro le abbiamo riposte nella vasca sump. All’interno dell’acquario abbiamo iniziato a costruire una struttura utilizzando come base le restanti rocce vecchie opportunamente pulite e abbiamo completato l’arredamento con 15 Kg di nuove rocce porose arrivate dai Reef delle isole Fiji. La differenza era impressionante: queste rocce, poco pesanti, molto porose e di colore molto chiaro, erano totalmente differenti da quelle esistenti in vasca.

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In questa foto è possibile osservare la struttura definitiva.
Successivamente abbiamo immesso 9 Kg. di sabbia viva Coral Reef Live Sand Aragonite.
Ho provveduto a sostituire il riscaldatore con un SHEGO al titanio con relativo termostato

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Ci rimaneva solo la lampada: l’idea è stata quella di eliminare tutti i componenti presenti nella plafoniera SFILIGOI applicando n. 4 faretti a LED da 20 W cadauno ed inserendo lungo i due lati della stessa delle strisce a Led BLU per modificare lo spettro luminoso complessivo.
E’ possibile verificare il lavoro finale dalle foto seguenti:

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A questo punto ho sostituito la ventola per il raffreddamento con una molto più performante e ho installato due timer per comandare le pompe contrapposte di movimento, adottando lo schema di programmazione T4.   

Dopo circa un mese, è giunto il momento di ripopolare l’acquario: in precedenza avevamo creato una lista di pesci e invertebrati da poter ospitare e quindi abbiamo iniziato a procedere per gradi.
L’idea principale è stata quella di aggiungere pesci fitofagi al già esistente Acanthurus, senza incorrere in problemi di incompatibilità, per poterci garantire un certo controllo sulla inevitabile crescita algale. La scelta è ricaduta su due stupendi esemplari di Zebrasoma Flavescens e Zebrasoma Xanthurum. 

Bisogna dire che all’inizio i tre pesci erano un po’ nervosi, ma dopo pochi giorni, oltre ad essersi ambientati, convivono senza problemi regalandoci la meravigliosa possibilità di osservarli nuotare assieme.
Nello stesso tempo abbiamo immesso una stella sottosabbia Archaster typicus per poterci garantire un certo movimento della sabbia viva.

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Abbiamo quindi proceduto all’introduzione degli invertebrati:
-Physogyra lichtensteini
-Euphyllia paradivisa
-Sarcophyton
-Klyxum xymplex
Per finire sono stati introdotti sette Chromis Viridis e il risultato è molto suggestivo:

Missione compiuta:
ora abbiamo un vero, piccolo angolo di natura da osservare e da apprezzare.

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