Nonostante le moltissime raccomandazioni
lette sulle migliori riviste e per quanto mi fossi sempre in cuor mio
ripromesso, mi capit? un paio d?anni fa di portare a casa
due pesci ?per il solo fatto che mi piacevano?.
La premessa fa riferimento alla nota opportunit? di acquistare
solo pesci dei quali si conoscano bene caratteristiche e necessit?
allo scopo di evitare sorprese, ma si sa come va?
Tutto successe dopo che avevo da poco riprodotto per la terza volta consecutiva
degli Pterophillun Altum in quantit? piuttosto consistente, la
vendita dei piccoli mi dava una certa disponibilit? ?extra?
e cominciavo a coltivare l?idea di avventurarmi nell?allevamento
di qualche specie per me nuova.
Mauro, il negoziante dal quale mi fornisco abitualmente aveva proprio
in quei giorni ricevuto delle Potamotrygon laticeps e sinceramente non
ho resistito al fascino di questo pesce particolarissimo dal costo non
esattamente allettante.
Per farla breve, anche rassicurato dall?area geografica d?origine
coerente con i Discus ed Altum che gi? popolavano il mio acquario,
sono tornato a casa con due piccole razze.
Dopo averle amorevolmente acclimatate e successivamente liberate mi sono
messo alla ricerca di informazioni sui libri ed internet, dove ho trovato
scarse e contraddittorie le informazioni disponibili che descrivano il
pesce difficilissimo da allevare, velenoso; nessuna notizia invece sulla
riproduzioni in cattivit? ecc. ecc.
Anche le notizie che mi arrivavano da Mauro non erano confortanti, tutte
le altre razze vendute ad altri clienti erano morte pochi giorni dopo
essere state introdotte negli acquari. Nonostante le pessime premesse,
nel mio acquario le mie due nuove ospiti si trovarono a loro agio e ben
presto cominciarono ad apprezzare la nuova dimora.
Purtroppo per il mio acquario il ?mettersi a loro agio? corrispose
all?accurata pulizia di tutto il fondo con puntigliosa rimozione
di ogni e qualsiasi ostacolo al libero nuoto e scavo.
Nel giro di pochi giorni dovetti rassegnarmi a rinunciare per sempre all?arredamento
?quasi olandese? del mio acquario. Niente pi? piante
se non abbarbicate sulle pareti ed a patto che i supporti in legno o corteccia
fossero saldamenti ancorati ai vetri, tutto il resto veniva puntualmente
rimosso. Unica magra consolazione il progressivo calo e successiva completa
scomparsa di ogni forma di chioccioline delle quali le due razze vanno
ghiotte. Oltre a ci? non ho pi? dovuto neanche aspirare
il fondo, i sedimenti smossi dalle due fino in profondit? venivano
via via aspirati dal filtro.
A dire il vero poter guardare il lento ? maestoso planare di questi
pesci non mi ha mai fatto rimpiangere il sacrificio. Non trovo paragone,
sono semplicemente incantevoli.
Figurarsi poi quando con l?andar del tempo cominciarono ad assumere
la morfologia di adulti e scoprire poi che si trattava di una coppia!!!
Dopo circa un anno il maschio ha raggiunto una circonferenza di oltre
20 centimetri mentre la femmina ha superato i 30, hanno perso e sostituito
l?aculeo della coda ogni quattro mesi circa. Verso marzo del 2004
sono cominciati i corteggiamenti, ed ? stato di nuovo un piccolo
dramma.
Gi?, perch? nonostante il comportamento sia assolutamente
docile e mansueto anche nei confronti dei numerosi coabitanti (davvero
nessun pericolo nonostante il robusto pungiglione), i movimenti piuttosto
esuberanti delle attivit? di corteggiamento hanno comportato pi?
volte la fuoriuscita di parecchi litri d?acqua ed in un paio di
occasioni anche di un Altum! (il mio ? un acquario aperto), prontamente
rimesso poi a domicilio . . . dato che fortunatamente c?era sempre
qualcuno in casa.
A parte le ripetute attivit? amorose non sono riuscito a rilevare
alcun segnale evidente di riproduzione ?in corso?. Il 19 settembre
2004, dopo essere stato assente tutta la giornata, rientrando la sera
ho notato una strana presenza in acquario e credo sia immaginabile lo
stupore nel trovare ben quattro piccoli appena nati!
Alla nascita i piccoli, che sono stati portati in grembo dalla madre (si
tratta di pesci ovovivipari) misuravano dai 4 ai 6 centimetri circa e
si nutrivano gi? da soli. A fine ottobre 2004, misurano circa 8
- 10 centimetri mentre nel frattempo i genitori hanno raggiunto rispettivamente
i 25 centimetri il maschio ed i 38 centimetri circa la femmina.
Genitori e piccoli insieme sono uno spettacolo unico e straordinario,
un?emozione mai provata prima che mi ripaga abbondantemente dall?aver
dovuto cambiare ?look? al mio acquario e che sembra addirittura
essere apprezzato anche dai coinquilini.
caratteristiche:
classe: condroitti - pesci cartilaginei (la stessa degli squali)
sottoclasse: elasmobranchi
superordine: ipotremi
ordine: rajformi
famiglia: dasyatidae (potamotrygonidae)
genere: potamotrygon
specie: thayeri (laticeps)
habitat: dulcacquicola - Sud America - Rio delle Amazzoni
dimensioni in natura: sino ad oltre un metro di diametro
dati dell?acquario:
vasca aperta con illuminazione mista a tubi ed a vapori metallici
capienza circa 800 litri
filtro percolatore capienza 150 litri
ricambio acqua goccia a goccia, continuo.
Ricambio giornaliero acqua 80 litri circa (50% circa trattata con osmosi)
Temperatura 28 gradi
Ph 6,1
Gh 2,0
Conducibilit? 400 Ms
Nitriti assenti
Nitrati >50 Mg
convivono in acquario:
3 Discus
5 Altum
5 Botia (d?accordo, non centrano niente con gli altri ma mi sono
sempre piaciuti e vi assicuro che stanno benone, chiss? se un giorno.
. . )
2 Sturiosoma (un?altra ?scommessa?)
1 Ancistrus
alimentazione:
- artemia e chironomus liofilizzati
- mangime secco in granuli
artemia e chironomus congelati
- cuore di manzo crudo, spinaci zucchine carote bollite, uova sode (tutto
mescolato e congelato)
- integratori: lievito di birra, polvere di calcio
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